Nuove evidenze per la continuità assistenziale nella demenza: il progetto “Continu-A-Mente”
Nuove evidenze per la continuità assistenziale nella demenza: il progetto “Continu-A-Mente”
Nuove evidenze per la continuità assistenziale nella demenza: il progetto “Continu-A-Mente”
È stato recentemente pubblicato sulla rivista BMC Geriatrics uno studio che esplora la fattibilità di un intervento innovativo per le persone con demenza durante il passaggio dall’ospedale al domicilio. Il lavoro, intitolato “Feasibility of the tailored activity program to bridge hospital and community care for people living with dementia and behavioral disorders: The ‘Continu-A-Mente’ project”, valuta l’applicazione del Tailored Activity Program (TAP) in una fase particolarmente delicata del percorso di cura: la transizione tra setting assistenziali. L’obiettivo principale dello studio è verificare se questo approccio, già noto per la gestione dei disturbi comportamentali e psicologici della demenza (BPSD), possa essere efficacemente integrato lungo il continuum ospedale-territorio. Tra gli esiti considerati figurano non solo la riduzione dei sintomi, ma anche il benessere dei caregiver, il senso di competenza nella gestione e l’utilizzo dei servizi sanitari.
I risultati confermano la fattibilità dell’intervento e aprono prospettive rilevanti per lo sviluppo di modelli di presa in carico più integrati, capaci di accompagnare la persona con demenza e la sua famiglia nei momenti di maggiore vulnerabilità. Questo studio rappresenta un ulteriore passo verso una cura sempre più personalizzata, basata su evidenze scientifiche e orientata alla continuità assistenziale.
Articolo completo scaricabile qui https://link.springer.com/article/10.1186/s12877-026-07237-9
Nuove evidenze per la continuità assistenziale nella demenza: il progetto “Continu-A-Mente”
È stato recentemente pubblicato sulla rivista BMC Geriatrics uno studio che esplora la fattibilità di un intervento innovativo per le persone con demenza durante il passaggio dall’ospedale al domicilio. Il lavoro, intitolato “Feasibility of the tailored activity program to bridge hospital and community care for people living with dementia and behavioral disorders: The ‘Continu-A-Mente’ project”, valuta l’applicazione del Tailored Activity Program (TAP) in una fase particolarmente delicata del percorso di cura: la transizione tra setting assistenziali. L’obiettivo principale dello studio è verificare se questo approccio, già noto per la gestione dei disturbi comportamentali e psicologici della demenza (BPSD), possa essere efficacemente integrato lungo il continuum ospedale-territorio. Tra gli esiti considerati figurano non solo la riduzione dei sintomi, ma anche il benessere dei caregiver, il senso di competenza nella gestione e l’utilizzo dei servizi sanitari.
I risultati confermano la fattibilità dell’intervento e aprono prospettive rilevanti per lo sviluppo di modelli di presa in carico più integrati, capaci di accompagnare la persona con demenza e la sua famiglia nei momenti di maggiore vulnerabilità. Questo studio rappresenta un ulteriore passo verso una cura sempre più personalizzata, basata su evidenze scientifiche e orientata alla continuità assistenziale.
Articolo completo scaricabile qui https://link.springer.com/article/10.1186/s12877-026-07237-9
